martedì, 04 dicembre 2007

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vicolo o vico
d'assi palesa il borgo
lontano dalla presa e d'aggiunto
centro
in uno stato
mescolato e arruffato
stradina viuzza calle..
vorrei…riessere
aviatore pilota
aviere nocchiere
oppure
ciò
che è della tinta che vestono le erbe e le fronde
nel quale tempo vivono floride
riparte color erba
d'accordo numi sobri e divinità di una città eden
di figura
espressivo di un rossore sereno
in direzione di potente turbamento
aspro frutto
capitato a intera formazione
che non è asciutto
ma fresco
il colore verde
estensione erbosa
selva frondosa
completa di vigoria
rigoglio sviluppo d'esuberanza
parola del momento del natio inizio
del punto discorso
in cui unico è generato
il dì dell'arrivo al netto
ora capita il natale
nel modo espresso
in cui un passato
appeso di lattea lanugine
e tappezzato scarlatto
assegna doni
pure la ripetizione annua di simile…
che bello quel mare lontano mesi
ora forse di spuma bianca rivestito..
ora che parla con i suoi sbuffi e sospiri folate ventate aliti raffiche getti
ora sfoga il suo dire
mare è mare
ora può
ridere di labbra a bocciolo
ridere d'un lieve sorriso
vezzoso amabile
malinconico benevolo
e anche aspro forse
burlone
il mare lontano da natale
nei giorni dell'avvento
da un senso di amare
accade caro
esibendosi amico
fausto
postato da:animoecenerealle ore dicembre 04, 2007 08:13 |Permalink|commenti (1)

Commenti
#1   04 Dicembre 2007 - 09:34
 
sei cambiato
quasi bambino
sciolti i versi
più lento il respiro
sereno
ti vedo camminare sul sentiero di casa...
utente anonimo

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categoria:poesie, poesia